Per quel che riguarda l’anno 2026 entrano in vigore alcune modifiche alla normativa in tema di trattamento di fine rapporto di lavoro dei dipendenti che i datori di lavoro è bene conoscano. Senza entrare nel dettaglio delle modalità di gestione di tali novità che chiediamo agli interessati di verificare con il proprio consulente del lavoro osserviamo che le novità che hanno un impatto sulla gestione aziendale sono:
- Una modifica sui parametri che determinano l’obbligo di versare le quote di trattamento di fine rapporto maturande al fondo di tesoreria tenuto presso l’Inps. Sino ad ora l’obbligo riguardava i datori di lavoro che il 31/12/2006 avevano superato i 50 dipendenti. Ora l’obbligo scatta se nell’anno precedente si è superato per il biennio 2026-2027 il numero di 60 dipendenti, per il quadriennio 2028-2031 il numero di 50 dipendenti e dal 2032 in avanti il numero di 40 dipendenti. Con questo nuovo criterio più datori di lavoro che hanno superato il numero di dipendenti richiesto dopo il 31/12/2006 potranno essere soggetti all’obbligo di versare mensilmente le somme maturate a titolo di tfr al fondo di tesoreria presso l’Inps
- Adesione automatica, salvo facoltà di rinuncia entro 60 giorni, alla previdenza complementare per i nuovi assunti a partire dal 01/07/2026. In pratica mentre prima il nuovo assunto doveva scegliere di aderire alla previdenza complementare in mancanza della quale il TFR veniva accantonato in azienda, dal 01/07/2026 in automatico il nuovo assunto aderisce alla previdenza complementare e solo se vi rinuncia espressamente entro 60 giorni il TFR continua ad essere accantonato in azienda.
Le due novità determinano, oltre che una maggiore gestione amministrativa della posizione di ogni singolo dipendente, una modifica nei flussi finanziari del datore di lavoro che diviene obbligato a versare ogni mese le quote di TFR maturate ai fondi pensione individuati dai singoli lavoratori/al fondo di tesoreria gestito dall’Inps nel caso di superamento delle soglie indicate in precedenza. Ovviamente a fronte di queste uscite finanziarie il datore di lavoro avrà già assolto mese dopo mese il proprio obbligo nei confronti del lavoratore in tema di trattamento di fine rapporto e quindi nulla sarà più dovuto al momento della cessazione del rapporto di lavoro, ma è indubbio che una importante fonte di finanziamento delle imprese in questo modo viene meno ed è necessario tenerne conto nella propria pianificazione finanziaria.
