Novità in tema di welfare aziendale per l’anno 2024 (art. 1, commi 16-17 Legge bilancio 2024 e circolare n. 5/E del 07/03/2024 Agenzia delle Entrate)

La norma in oggetto prevede, limitatamente all’anno 2024, la non concorrenza alla formazione del reddito delle erogazioni liberali in natura in favore dei dipendenti nel limite complessivo di euro 1.000, aumentato ad euro 2.000 per i lavoratori dipendenti con figli a carico (previa dichiarazione al datore di lavoro di avervi diritto con indicazione del codice fiscale dei figli).

La liberalità può avvenire sia con l’erogazione di beni/servizi (ad esempio buoni spesa) che con il rimborso delle utenze domestiche di acqua/energia elettrica/gas e/o delle spese dell’affitto della prima casa o degli interessi sul mutuo della prima casa (leggasi in entrambi i casi abitazione principale del dipendente).

La circolare dell’Agenzia delle Entrate precisa che ove l’erogazione da parte del datore di lavoro riguardi il rimborso degli interessi sul mutuo per l’abitazione principale, il dipendente non potrà per la parte coperta dall’erogazione usufruire delle detrazioni previste in sede di dichiarazione dei redditi.

Nel caso l’erogazione liberale riguardi i casi di rimborso delle spese di cui sopra il datore di lavoro deve acquisire dal dipendente la documentazione a supporto o, in alternativa, una dichiarazione sostitutiva di atto notorio che attesti il ricorrere in capo al dichiarante/dipendente dei presupposti previsti dalla norma e la circostanza che le spese non siano state oggetto di richiesta di rimborso, totale o parziale, non solo presso il datore di lavoro, ma anche presso altri, da conservare per eventuali controlli da parte degli organi preposti.

I datori di lavoro provvedono all’attuazione di queste misure previa informativa alle rappresentanze sindacali unitarie ove presenti.

Come sempre, l’eventuale superamento delle soglie di esenzione indicate comporta la tassazione dell’intera somma percepita.

Lo Studio è a disposizione per fornire eventuali chiarimenti sull’applicazione dell’agevolazione in oggetto.


Disposizioni in materia di prevenzione e contrasto del lavoro irregolare (art. 29 D.L. 19/2024)

Con la norma in esame sono state introdotte tutta una serie di modifiche legislative che si pongono l’obiettivo di prevenire e contrastare il ricorso al cosiddetto lavoro irregolare. Con la presente riteniamo di portare alla vostra attenzione la novità introdotta al comma 5-bis dell’art. 18 della Legge 276/2003 in base al quale in caso di:

  • Appalto privo dei requisiti previsti dall’art. 29, comma 1 della legge 276/2003 (esercizio del potere organizzativo e direttivo nei confronti dei lavoratori utilizzati nell’appalto e assunzione del rischio di impresa da parte dell’appaltatore);
  • Distacco di personale privo dei requisiti previsti dall’art. 30, comma 1 della legge 276/2003 (soddisfacimento di un proprio interesse del datore di lavoro (che deve persistere per tutta la durata del contratto), temporaneità del distacco),

l’utilizzatore e il somministratore sono puniti con la pena dell’arresto fino a un mese o dell’ammenda di 60 euro per ogni lavoratore occupato e per ogni giornata di occupazione. Pene più severe vengono applicate nel caso di sfruttamento dei minori o atti posti in essere con la specifica finalità di eludere norme inderogabili di legge o di CCNL applicate al lavoratore.

In ogni caso le pene pecuniarie non possono essere inferiori a euro 5.000 né superiori a 50.000 euro.

Senza voler entrare nello specifico nella tematica preme qui sottolineare che, alla luce delle nuove disposizioni, è a nostro avviso ancor più necessario che in passato prima di porre in essere un contratto di appalto e/o di distacco siano valutate, anche con l’ausilio di professionisti nel campo legale e giuslavoristico, la compatibilità degli stessi con i requisiti richiesti, onde evitare le rilevanti sanzioni introdotte.


Revisione della disciplina dell’IRPEF (art. 1 e 2 del D.Lgs n. 216 del 30/12/2023)

Per il momento per il solo anno 2024 vengono riviste le aliquote applicabili al reddito delle persone fisiche nella seguente misura:

– Fino a 28.000 euro, 23 per cento;

– Oltre 28.000 euro e fino a 50.000 euro, 35 per cento,

– Oltre 50.000 euro, 43 per cento.

Vengono inoltre riviste alcune detrazioni ed in particolare per i titolari di redditi superiori a 50.000 euro viene ridotta di euro 260 la detrazione spettante per talune spese ed in particolare:

  • per gli oneri con detraibilità pari al 19% con esclusione delle spese sanitarie (rientrano nella riduzione ad esempio, gli interessi sui mutui ipotecari per l’acquisto dell’abitazione principale, le spese per l’istruzione universitaria e la frequenza scolastica, le spese veterinarie e le spese funebri);
  • per le erogazioni liberali ai partiti politici;
  • per i premi di assicurazione per rischio eventi calamitosi.

Un esempio può chiarire meglio il meccanismo:

Ipotizzando che nel 2024 una persona fisica sostenga spese mediche per euro 2.000, interessi su mutuo per acquisto abitazione principale per euro 2.500 e spese universitarie per euro 1.500 dedurrà dal proprio reddito:

–  Se con reddito pari o inferiore a 50.000 euro =((2000-129,11)+2.500+1.500)*19/100 = 1.115 euro

-Se con reddito superiore a 50.000 euro= ((2000-129,11)*19/100)+((2500+1500)*19/100-260)=855 euro


Super-deduzione per le nuove assunzioni a tempo indeterminato nel 2024 (art. 4 D.Lgs n. 216 del 30/12/2023)

Per il periodo di imposta successivo al 31/12/2023 (e quindi per l’anno 2024 per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare) per i titolari di reddito di impresa e i professionisti il costo del personale di nuova assunzione con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato è maggiorato, ai fini della determinazione del reddito, del 20% del minore tra il costo effettivamente riferibile ai nuovi assunti e l’incremento del costo del personale desumibile dalla voce B9 del conto economico rispetto alla corrispondente voce dell’anno precedente.

L’agevolazione spetta a condizione che:

  • Sia stata esercitata un’attività nel periodo di imposta precedente per almeno 365 giorni (no imprese neo-costituite)
  • L’impresa non sia in liquidazione ordinaria, ovvero in stato di liquidazione giudiziale o abbia fatto ricorso ad altri istituti di risoluzione della crisi di impresa;
  • Non applichi il regime forfetario di determinazione del reddito;
  • Il numero dei dipendenti a tempo indeterminato al termine del periodo di imposta successivo al 31/12/2023 sia superiore a quelli a tempo indeterminato esistenti al termine del periodo di imposta precedente, considerando anche le società controllate o collegate;
  • Il numero dei dipendenti, inclusi quelli a tempo determinato, al termine del periodo di imposta successivo al 31/12/2023 , non sia inferiore o pari a quelli mediamente occupati nel periodo di imposta precedente.

Un decreto di prossima emanazione dovrebbe definire alcuni aspetti dell’agevolazione per la quale vi chiediamo di far riferimento al Vostro consulente del lavoro.


Modifica alla cedolare secca per le locazioni brevi (art. 1 comma 63 Legge 213/2023)

Dal 2024 sui contratti di locazione breve (quelli relativi ad immobili ad uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni stipulati da persone fisiche al di fuori dell’esercizio dell’attività di impresa) l’imposta sostitutiva nella forma della cedolare secca aumenta al 26%. L’aliquota è ridotta al 21% sui redditi derivanti da contratti di locazione breve su una unità immobiliare identificata dal contribuente in sede di dichiarazione dei redditi. In sostanza quindi l’aumento riguarda i redditi conseguiti con contratti di locazione breve dalla seconda alla quarta unità immobiliare destinata a tale scopo (ricordiamo che ove una persona fisica avesse più di 4 unità immobiliari destinate a contratti di locazione breve si configurerebbe attività di impresa e quindi non sarebbe più applicabile la cedolare secca).

La norma prevede inoltre che, ove ci si avvalga di intermediari per concedere in locazione breve i propri immobili (tramite AIRBNB ad esempio) gli stessi debbano operare una ritenuta a titolo di acconto del 21% sulle somme incassate per conto del proprietario.

Lo Studio è a disposizione degli interessati per assisterli sul tema.