Aumento del valore del buono pasto elettronico da 8 a 10 euro (art. 1, c. 14, legge 199 del 30/12/2025)

Dal 01/01/2026 non concorre a formare il reddito di lavoro dipendente l’importo del buono pasto attribuito fino all’importo massimo giornaliero di 10 euro (aumentato dal precedente limite di 8 euro) nel caso dei buoni pasto elettronici. Rimane invece invariato il limite di 4,00 euro per il  buono pasto cartaceo. L’incremento del valore massimo consente, ove il datore di lavoro lo ritenga e ne abbia la possibilità, di riconoscere ai propri dipendenti un importo aggiuntivo in esenzione di imposte e di contributi.


Affitti brevi 2026: nuove regole e obbligo di partita IVA (art. 1, c. 17, legge 199 del 30/12/2025)

Come anticipato nella precedente circolare informativa le Legge di Bilancio ha sancito che a partire dal 2026 la locazione breve (locazione turistica di durata inferiore a 30 giorni) di tre o più appartamenti viene qualificata per legge come attività imprenditoriale con il conseguente obbligo di aprire la partita IVA, presentare una SCIA (Segnalazione Certificata Inizio Attività) da presentare allo sportello SUAP del Comune di riferimento e di procedere all’iscrizione alla gestione Inps commercianti.

L’obbligo decorre dal 01/01/2026 ove a tale data siano già in essere tre o più appartamenti locati con la modalità degli affitti brevi o dal momento in cui viene locato il terzo immobile sempre con tale modalità. Particolare attenzione deve essere prestata al fatto che la norma fa riferimento al numero di appartamenti e non alla durata contrattuale, per cui ne consegue che è sufficiente locare per un fine settimana tre diversi appartamenti per rientrare nell’obbligo di apertura della partita IVA.

 E’ pertanto del tutto evidente che chi si trovasse nelle condizioni sopra descritte è bene che contatti immediatamente lo Studio per valutare le diverse opzioni possibili (regime forfetario / ordinario /societario) o le eventuali soluzioni alternative.

Lo Studio è a disposizione per assistere gli interessati sul tema.


Incremento del limite di deducibilità dei contributi di previdenza complementare (art. 1, c. 201, lett. a) legge 199 del 30/12/2025)

A decorrere dal periodo di imposta 2026 il limite di deducibilità dei contributi versati ai fondi di previdenza complementare è aumentato da euro 5.164,57 a euro 5.300. L’incremento riguarda sia i contributi versati dal lavoratore che dal datore di lavoro o committente e si applica sia ai contributi volontari sia a quelli dovuti in base a contratti o accordi collettivi, anche aziendali.


Possibile obbligo di apertura della partita IVA per coloro che hanno più di due appartamenti in regime di affitti brevi

Sulla base del testo attualmente al vaglio del Parlamento per la legge di stabilità 2026 coloro che hanno più di due immobili (da tre in su) affittati con il cosiddetto regime dell’affitto breve saranno obbligati dal 01/01/2026 all’apertura della partita IVA. Sino ad ora tale obbligo vigeva dal quinto immobile in su. Ove tale disposizione fosse confermata tutti coloro che si trovano nella condizione indicata dovranno procedere ad aprire la posizione IVA con effetto dal 01/01/2026 per gestire i contratti in essere nell’ambito di una attività imprenditoriale per la quale dovranno optare tra il regime forfetario e quello semplificato. Non sarà pertanto più possibile usufruire della tassazione del 26% sugli affitti percepiti.

Lo Studio è a disposizione degli interessati per verificare le soluzioni più idonee per affrontare la novità normativa, ove fosse confermata.


Dal 18/12/2025 novità importanti in tema di circolazione degli immobili donati (art. 44 Legge 182/2025)

Con l’obiettivo di stimolare la concorrenza nel mercato immobiliare e delle garanzie la norma in oggetto introduce una importante novità in tema di circolazione giuridica di beni provenienti da donazioni. Prima di questa modifica i legittimari (cioè coloro che per legge hanno diritto ad una quota di eredità) potevano richiedere la restituzione dei beni ricevuti dal defunto in lesione dei propri interessi sia a chi li aveva ricevuti dal defunto stesso che all’eventuale terzo che li avesse acquistati/ricevuti in donazione. Con la modifica introdotta, a partire dalle successioni aperte dopo il 18/12/2025 i legittimari potranno:

  • Chiedere la restituzione del bene donato al donatario;
  • Se l’immobile è stato ceduto, ricevere dal donatario una compensazione in denaro (se il suo patrimonio è capiente);
  • se, e solo se, il patrimonio del donatario non è capiente e gli eventuali terzi hanno ricevuto il bene a loro volta per atto gratuito, questi ultimi potrebbero dover compensare in denaro i legittimari nei limiti del vantaggio conseguito (quindi non con la restituzione del bene).

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